{"id":508,"date":"2026-02-18T23:16:00","date_gmt":"2026-02-18T20:16:00","guid":{"rendered":"https:\/\/starborn.website\/?p=508"},"modified":"2026-02-18T23:16:00","modified_gmt":"2026-02-18T20:16:00","slug":"una-cameriera-pago-il-pranzo-di-un-anziano-due-ore-dopo-arrivarono-i-carabinieri-chiedendo-di-lui","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/starborn.website\/?p=508","title":{"rendered":"Una cameriera pag\u00f2 il pranzo di un anziano \u2014 due ore dopo arrivarono i carabinieri chiedendo di lui\u2026"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sara Bianchi lavorava al <strong>Bar Aurora<\/strong>, a due isolati dalla stazione, da abbastanza tempo da riconoscere le persone dal modo in cui aprivano la porta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C\u2019era chi entrava come se dovesse chiedere scusa al mondo.<br>Chi entrava facendo rumore, per farsi vedere.<br>Chi entrava di corsa, con la vita che gli inciampava addosso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E poi, quel mercoled\u00ec, entr\u00f2 un uomo che sembrava\u2026 <strong>finire<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Aveva un cappotto troppo grande, consumato sui gomiti, e una piccola borsa di tela a tracolla. Camminava piano, con la cautela di chi ha imparato a non fidarsi del proprio corpo. Scelse il tavolino vicino alla finestra, quello che i clienti evitavano perch\u00e9 l\u00ec si sentiva pi\u00f9 freddo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sara lo osserv\u00f2 mentre tirava fuori il portafoglio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non un portafoglio vero: una bustina di plastica con zip, come quelle da freezer. Dentro c\u2019erano monete. Tante, ma tutte piccole. Lui le rovesci\u00f2 sul tavolo con delicatezza e cominci\u00f2 a contarle una ad una, usando la punta delle dita come se ogni centesimo fosse fragile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sara sent\u00ec qualcosa stringersi nello stomaco.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non perch\u00e9 fosse \u201cpovero\u201d.<br>Ma perch\u00e9 lo faceva senza guardarsi intorno, senza implorare, senza cercare piet\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come se l\u2019umiliazione fosse gi\u00e0 stata pagata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando Sara si avvicin\u00f2 per prendere l\u2019ordine, l\u2019uomo alz\u00f2 gli occhi. Erano chiari, di un azzurro spento, come una finestra dopo la pioggia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abSolo\u2026 un caff\u00e8\u00bb, sussurr\u00f2. Poi aggiunse, quasi vergognandosi delle parole: \u00abE magari\u2026 un bicchiere d\u2019acqua. Mi basta.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sara annu\u00ec. \u00abSubito.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Torn\u00f2 al banco con la tazzina tra le mani e una fitta al petto che non si spiegava con la stanchezza.<br>Lavorava doppio turno da mesi, e di fame ne aveva vista. Ma quel tipo di fame\u2014quella <strong>silenziosa<\/strong>\u2014le faceva pi\u00f9 paura.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pos\u00f2 il caff\u00e8 davanti all\u2019uomo. Lui bevve un sorso minuscolo, come se volesse farlo durare. Poi riprese a contare le monete, spostandole in piccoli gruppi ordinati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sara guard\u00f2 la lavagnetta del men\u00f9 del giorno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Cappelletti in brodo.<\/em><br>E una pagnotta calda che la cucina sfornava sempre verso le tre.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il suo cervello fece un conto veloce: mance della mattina, qualche euro nel grembiule\u2026 poteva farcela.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Prima che la parte prudente di lei la fermasse, Sara and\u00f2 alla cassa, tir\u00f2 fuori i soldi e pag\u00f2 senza dire niente a nessuno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un gesto piccolo. Un gesto che, per lei, significava rinunciare a due cose al supermercato quella sera.<br>Ma non riusciva a guardare quell\u2019uomo contare centesimi per un caff\u00e8 e far finta che fosse normale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando la cucina le consegn\u00f2 una ciotola fumante e il pane, Sara torn\u00f2 al tavolo vicino alla finestra.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pos\u00f2 il brodo e il piattino con il pane davanti all\u2019uomo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lui si irrigid\u00ec, confuso. Guard\u00f2 la ciotola, poi guard\u00f2 lei.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abIo\u2026 non ho ordinato questo.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sara abbass\u00f2 la voce. \u00ab\u00c8\u2026 offerto dalla casa.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019uomo corrug\u00f2 la fronte, come se la frase fosse in un\u2019altra lingua.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abMa io non\u2026\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sara sorrise, appena. \u00abOggi s\u00ec.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per un attimo sembr\u00f2 che l\u2019anziano dovesse discutere. Non per orgoglio cattivo, ma per quel tipo di dignit\u00e0 che ti impedisce di accettare qualcosa senza pagarlo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poi gli occhi gli si riempirono di lacrime senza che lui lo volesse.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abSignorina\u2026\u00bb mormor\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sara fece finta di aggiustare il tovagliolo, per dargli un alibi. \u00abMangia finch\u00e9 \u00e8 caldo.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lui prese il cucchiaio. Tremava leggermente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Assaggi\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E il cambiamento sul suo viso fu cos\u00ec semplice che fece male: le spalle si abbassarono di un millimetro, come se il corpo ricordasse cosa significa <strong>non avere paura<\/strong> del prossimo minuto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mangi\u00f2 lentamente, con rispetto. Ogni cucchiaio sembrava una cosa importante, quasi sacra.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando fin\u00ec, rimase un attimo fermo, come se non volesse alzarsi e interrompere quel calore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poi si avvicin\u00f2 al bancone, tenendo la borsa di tela stretta al petto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sara stava asciugando tazze.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lui disse, quasi sussurrando:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abLei mi ricorda qualcuno.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sara alz\u00f2 lo sguardo. \u00abDavvero?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019uomo annu\u00ec piano, come se quel ricordo fosse fragile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abMia figlia. Quando era piccola\u2026 aveva lo stesso modo di guardare le persone. Come se\u2026 contassero.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sara sent\u00ec un nodo in gola. \u00abE dov\u2019\u00e8 adesso?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il volto dell\u2019uomo cambi\u00f2, appena. Un\u2019ombra.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abLontano.\u00bb<br>Poi si corresse, con un sorriso stanco: \u00abMolto lontano.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fece per andarsene, poi si ferm\u00f2 sulla soglia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abCome si chiama, signorina?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abSara.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019uomo ripet\u00e9 il nome come se volesse fissarlo da qualche parte.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abSara\u2026 oggi mi ha salvato.\u00bb<br>Non \u201cmi ha aiutato\u201d. Non \u201cmi ha fatto un favore\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Mi ha salvato.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sara cerc\u00f2 di ridere, per alleggerire. \u00abMa no. Era solo\u2026 un pranzo.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019uomo scosse la testa, serio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abNo. Era\u2026 essere visto.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E usc\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sara lo segu\u00ec con lo sguardo attraverso la vetrina appannata. Lo vide camminare lento lungo il marciapiede, fino a confondersi tra le persone che passavano senza guardare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lei riprese a lavorare, ma si sentiva strana. Leggera e inquieta insieme. Come se qualcosa si fosse spostato dentro.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\" \/>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Due ore dopo, la campanella sopra la porta suon\u00f2 di nuovo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa volta non fu un tintinnio allegro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fu secco. Tagliente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Entrarono <strong>due carabinieri<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le divise verdi sembrarono inghiottire per un attimo tutta la luce del bar. I clienti girarono la testa. Anche la macchina del caff\u00e8 parve fare meno rumore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Uno dei due si avvicin\u00f2 al bancone.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abBuon pomeriggio. Lei lavora qui?\u00bb chiese.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sara sent\u00ec lo stomaco chiudersi. \u00abS\u00ec\u2026 cosa succede?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019altro tir\u00f2 fuori un foglio plastificato e lo pos\u00f2 sul banco.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una foto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sara riconobbe immediatamente quegli occhi chiari, quel cappotto troppo grande.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Era lui.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abStiamo cercando quest\u2019uomo\u00bb, disse il carabiniere. \u00ab\u00c8 stato qui oggi?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per un istante, Sara pens\u00f2 la cosa pi\u00f9 assurda: <em>Ha fatto qualcosa?<\/em><br>La mente, quando ha paura, va sempre al peggio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abS\u00ec\u00bb, rispose, la voce pi\u00f9 alta del normale. \u00abEra qui\u2026 poco fa. Ha mangiato. Stava bene\u2014cio\u00e8\u2026 era stanco, ma\u2014\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il carabiniere scambi\u00f2 uno sguardo rapido col collega.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abSa come si chiama?\u00bb chiese.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sara esit\u00f2. \u00abNo. Mi ha detto solo\u2026 che aveva una figlia. E che si chiamava\u2014\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abNon importa.\u00bb L\u2019uomo inspir\u00f2. \u00abSignora, mi dispiace. \u00c8 stato trovato poco fa vicino al canale. Si \u00e8 seduto su una panchina e\u2026 \u00e8 morto.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sara rimase immobile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le parole non entrarono subito. Rimbalzarono nell\u2019aria come qualcosa di impossibile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abNo\u2026\u00bb sussurr\u00f2. \u00abNo, era qui. Mi ha parlato. Ha\u2026 ha sorriso.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abAveva una cardiopatia\u00bb, spieg\u00f2 l\u2019altro, pi\u00f9 piano. \u00abProbabilmente \u00e8 stato improvviso.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sara port\u00f2 una mano alla bocca.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I clienti erano diventati silenziosi. Anche il cuoco, dalla cucina, sbirciava senza capire.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il carabiniere fece un gesto gentile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abAveva questo in tasca.\u00bb Tir\u00f2 fuori una busta piegata. \u00abE ha scritto sopra \u201cPer Sara del Bar Aurora\u201d.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sara sent\u00ec le gambe cedere un poco. Si aggrapp\u00f2 al bordo del bancone con la mano libera e prese la busta con l\u2019altra.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La carta era sottile, consumata ai bordi, come se fosse stata tenuta stretta pi\u00f9 volte.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La apr\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dentro c\u2019era un foglio piegato in quattro. Calligrafia lenta, ordinata, da persona che scrive ancora come si faceva una volta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sara lesse.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\" \/>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u201cAlla ragazza del Bar Aurora,<\/em><br><em>non so se quando leggerai queste righe sar\u00f2 ancora in grado di dirti grazie.<\/em><br><em>Oggi avevo freddo dentro e fuori. Non solo nello stomaco.<\/em><br><em>Tu mi hai dato una ciotola di brodo, s\u00ec. Ma soprattutto mi hai dato una cosa che non sentivo da anni: il calore di essere trattato come un essere umano.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Ho camminato fin qui perch\u00e9 volevo un ultimo posto normale. Un ultimo tavolo. Una finestra. Un caff\u00e8 vero.<\/em><br><em>Non ho parenti che mi aspettano. Non ho nessuno che mi cerchi per amore.<\/em><br><em>Ma oggi, per mezz\u2019ora, ho avuto la sensazione di appartenere ancora al mondo.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Grazie, Sara. Ora posso riposare senza paura.<\/em><br><em>\u2014 A.\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\" \/>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le mani di Sara tremavano cos\u00ec forte che la carta frusciava come una foglia secca.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non riusc\u00ec a trattenersi: le lacrime le salirono e le caddero sul grembiule, scure, pesanti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abIo\u2026 io gli ho solo\u2026\u00bb prov\u00f2 a dire, ma la voce si spezz\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il carabiniere abbass\u00f2 lo sguardo, rispettoso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abNon era \u201csolo\u201d.\u00bb<br>Poi aggiunse, pi\u00f9 piano: \u00ab\u00c8 stato segnalato come persona scomparsa da una struttura. Non aveva pi\u00f9 nessuno che lo venisse a trovare. Ma oggi\u2026 prima di uscire, ha chiesto un foglio e una penna. Ha detto che doveva lasciare una cosa importante.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sara strinse la lettera al petto, come se potesse scaldarla.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per qualche secondo nel bar non parl\u00f2 nessuno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poi una signora anziana, seduta vicino alla cassa, tir\u00f2 fuori una banconota e la pos\u00f2 sul banco.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abPer un altro brodo\u00bb, disse soltanto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un uomo con la giacca da lavoro fece lo stesso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un ragazzo con lo zaino aggiunse due monete, come se fossero un voto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sara guard\u00f2 quella piccola pila crescere senza che nessuno lo dichiarasse ad alta voce.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E cap\u00ec, tra le lacrime, che la gentilezza \u00e8 contagiosa quando smettiamo di vergognarcene.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\" \/>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da quel giorno, Sara appese una lavagnetta vicino alla cassa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con un gessetto bianco scrisse:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>\u201cBRODO SOSPESO\u201d<\/strong><br><em>Se puoi, paga una ciotola. Se ne hai bisogno, chiedi senza vergogna.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non lo fece per sentirsi buona.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo fece perch\u00e9 ogni volta che vedeva qualcuno contare monete con dita tremanti, ricordava quegli occhi azzurri e quella frase:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u201cOggi mi ha salvato.\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E sotto la cassa, in un sacchettino di plastica, Sara conserv\u00f2 quella lettera.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non come un peso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come una promessa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9 a volte il gesto pi\u00f9 piccolo\u2014un brodo caldo, un pane spezzato, uno sguardo che non giudica\u2014diventa l\u2019ultima luce nella vita di qualcuno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E se possiamo essere luce\u2026 anche solo per mezz\u2019ora\u2026<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">allora forse non siamo qui per caso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se questa storia ti ha toccato, condividila.<br>Da qualche parte c\u2019\u00e8 qualcuno che sta entrando in un locale con in tasca solo monete e dignit\u00e0\u2014e spera, anche solo per un momento, di essere visto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Sara Bianchi lavorava al Bar Aurora, a due isolati dalla stazione, da abbastanza tempo da riconoscere le persone dal modo in cui aprivano \n<a class=\"moretag\" href=\"https:\/\/starborn.website\/?p=508\"> [...]<\/a>","protected":false},"author":3,"featured_media":509,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-508","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-1"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/starborn.website\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/508","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/starborn.website\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/starborn.website\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/starborn.website\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/starborn.website\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=508"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/starborn.website\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/508\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":510,"href":"https:\/\/starborn.website\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/508\/revisions\/510"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/starborn.website\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/509"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/starborn.website\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=508"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/starborn.website\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=508"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/starborn.website\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=508"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}